Velleio Historiae Romanae Liber Posterior 9

Versione Latino

Eodem tractu temporum nituerunt oratores Scipio Aemilianus Laeliusque, Ser. Galba, duo Gracchi, C. Fannius, Carbo Papinus; nec praetereundus Metellus Numidicus et Scaurus, et ante omnes L. Crassus et M. Antonius: 2 quorum aetati ingeniisque successere C. Caesar Strabo, P. Sulpicius; nam Q. Mucius iuris scientia quam prorie eloquentiae nomine celebrior fuit. 3 Clara etiam per idem aevi spatium fuere ingenia in togatis Afranii, in tragoediis Pacuvii atque Accii usque in Graecorum ingeniorum comparationem evecti, magnumque inter hos ipsos facientis operi suo locum, adeo quidem, ut in illis limae, in hoc paene plus videatur fuisse sanguinis, 4 celebre et Lucilii nomen fuit, qui sub P. Africano Numantino bello eques militaverat. Quo quidem tempore iuvenes adhuc Iugurtha ac Marius sub eodem Africano militantes in iisdem castris didicere, quae postea in contrariis facerent. 5 Historiarum auctor iam tum Sisenna erat iuvenis, sed opus belli civilis Sullanique post aliquot annos ab eo seniore editum est. 6 Vetustior Sisenna fuit Caelius aequalis Sisennae Rutilius Claudiusque Quadrigarius et Valerius Antias. Sane non ignoremus eadem aetate fuisse Pomponium sensibus celebrem, verbis rudem et novitate inventi a se operis commendabilem.

Traduzione Italiano

[9.1] In quel periodo di tempo, rifulsero come oratori Scipione Emiliano e Lelio, Ser. Galba, i due Gracchi, C. Fannio, Carbone Papino; né bisogna dimenticare Metello Numidico e Scauro, ma prima di tutti L. Crasso e M. Antonio; [2] per eccellenza venivano dietro di loro C. Cesare Strabone, P. Sulpicio; Q. Mucio, poi, fu famoso più per la scienza del diritto che non per la gloria dell'eloquenza vera e propria. [3] Sempre nello stesso periodo, ebbe risalto l'arte di Afranio per quanto riguarda le togatae, mentre per le tragedie l'eccellenza di Pacuvio ed Accio fu messa addirittura a confronto con quella dei Greci e pure tra loro stessi essi crearono un grosso spazio nella loro opera, talché in Pacuvio ed Accio vi era più cesello, in Afranio vi era più sangue; [4] fu celebre anche il nome di Lucilio, un cavaliere che aveva militato sotto il P. Africano che vinse a Numanzia. A quei tempi, poi, militavano sotto lo stesso Africano, fino al tempo di Giugurta e Mario, dei giovani che impararoo in quegli accampamenti ciò che poi misero in atto in quelli nemici. [5] Tra gli storici vi era il giovane autore Sisenna, ma egli pubblicò la sua opera sulla guerra civile e di Silla dopo qualche anno, quando era un vecchio. [6] Prima di Sisenna vi furono Celio Rutilio, che era coetaneo di Sisenna, Claudio Quadrigario e Valerio Anziate. Non potrei ignorare poi che, sempre in questo tempo, visse Pomponio, famoso per le sue intuizioni, ma ruvido nello stile, anche se poi va menzionato per la novità dell'opera, creata da sé.