Velleio Historiae Romanae Liber Posterior 2

Versione Latino

Inmanem deditio Mancini civitatis movit dissensionem. Quippe Tiberius Gracchus, Tiberii Gracchi clarissimi atque eminentissimi viri filius, P. Africani ex filia nepos, quo quaestore et auctore id foedus ictum erat, nunc graviter ferens aliquid a se pactum infirmari, nunc similis vel iudicii vel poenae metuens discrimen, tribunus plebis creatus, vir alioqui vita innocentissimus, ingenio florentissimus, 2 proposito sanctissimus, tantis denique adornatus virtutibus, quantas perfecta et natura et industria mortalis condicio recipit, P. Mucio Scaevola L. Calpurnio consulibus abhinc annos centum sexaginta duos descivit a bonis, pollicitusque toti Italiae civitatem, 3 simul etiam promulgatis agrariis legibus, omnibus statim concupiscentibus, summa imis miscuit et in praeruptum atque anceps periculum adduxit rem publicam. Octavioque collegae pro bono publico stanti imperium abrogavit, triumviros agris dividendis colonisque deducendis creavit se socerumque suum, consularem Appium, et Gaium fratrem admodum iuvenem.

Traduzione Italiano

La consegna di Mancino provocò un dissenso enorme in città. Poiché Tiberio Gracco, figlio di Tiberio Gracco, uomo notissimo ed eminente, nipote, attraverso una figlia, di Publio Africano, per mezzo del quale, mentre era questore e sotto i suoi auspici quel trattato era stato concluso, ora sopportando malamente che un patto, da lui stipulato, fosse abolito, ora invece temendo che simile fosse la differenza tra un giudizio comminato e una pena inflitta, fu creato tribuno della plebe, uomo per altri versi il più innocuo, estremamente prolifico di ingegno, di propositi sacrosanti, adorno di così tante virtù quante ne ebbe accolto una condizione mortale perfetta sia per natura che per esercizio, durante il consolato di P. Mucio Scevola e L. Calpurnio Pisone centosessantadue anni fa, si stacco dai boni, promise la cittadinanza a tutta l'Italia e allo stesso tempo, promulgate delle leggi agrarie allorché tutti bramavano [la terra] allo stesso modo, mescolò l'alto e il basso e condusse la res publica alla rottura e a un pericolo di divisione. Abbrogò la carica del suo collega Ottavio che gli resisteva in nome deil bene pubblico creò un triumvirato per dividere le terre e dedurre colonie formato da lui stesso, suo suocero il consolare Appio e Gaio suo fratello, che era ancora giovane.