Velleio Historiae Romanae Liber Posterior 8

Versione Latino

Mandetur deinde memoriae severitas iudiciorum. Quippe C. Cato consularis, M. Catonis nepos, Africani sororis filius, repetundarum ex Macedonia damnatus est, cum lis eius HS. quattuor milibus aestimaretur: adeo illi viri magis Voluntatem peccandi intuebantur quam modum, factaque ad consilium dirigebant et quid, non in quantum admissum foret, aestimabant. 2 Circa eadem tempora M. C. Metelli fratres uno die triumphaverunt. Non minus clarum exemplum et adhuc unicum Fulvii Flacci, eius qui Capuam ceperat, filiorum, sed alterius in adoptionem dati, in collegio consulatus fuit; adoptivus in Acidini Manlii familiam datus. Nam censura Metellorum patruelium, non germanorum fratrum fuit, quod solis contigerat Scipionibus. 3 Tum Cimbri et Teutoni transcendere Rhenum, multis mox nostris suisque cladibus nobiles. Per eadem tempora clarus eius Minucii, qui porticus, quae hodieque celebres sunt, molitus est, ex Scordiscis triumphus fuit.

Traduzione Italiano

[8] 1. Viene poi tramandata la severità delle corti giudicanti. Poiché il consolare C. Catone, nipote di M. Catone, figlio della sorella dell'Africano, al ritorno dalla Macedonia è stato condannato per corruzione, e il suo processo è stato stimato 4000 sesterzi. In sostanza a quell'uomo veniva imputata più la volontà che non la quantità della perversione, erano i fatti che conducevano la corte e veniva giudicato il che cosa, non il quanto era andato perduto per l'erario. 2. Nello stesso lasso di tempo i fratelli Marco e Gaio Metello tennero il loro trionfo nello stesso giorno. Esempio tuttavia non minore, anzi per quei tempi straordinario fu quello dei figli di Fulvio Flacco, colui che aveva conquistato Capua, anche se uno dei due fu dato in adozione : ebbero il consolato insieme; quello adottato era stato dato alla famiglia di Acidino Manlio. Infatti la censura fu assegnata ai Metelli cugini, non fratelli, perché quell'onore poteva spettare solo agli Scipioni. 3. In quel tempo i Cimbri e i Teutoni passarono il Reno, resi nobili dalle molte nostre e loro sconfitte. Sempre in quel tempo quel famoso figlio di quel Minucio che costruì quei portici, famosi ancora oggi, tenne il trionfo sugli Scordisci.