Velleio Historiae Romanae Liber Posterior 10

Versione Latino

Prosequamur nota severitatem censorum Cassii Longini Caepionisque, qui abhinc annos centum quinquaginta tris Lepidum Aemilium augurem, quod sex milibus HS. aedes conduxisset, adesse iusserunt. At nunc si quis tanti habitet, vix ut senator agnoscitur: adeo natura a rectis in prava a pravis in vitia, a vitiis in praecipitia pervenitur. 2 Eodem tractu temporum et Domitii ex Arvernis et Fabii ex Allobrogibus victoria fuit nobilis; Fabio Pauli nepoti ex victoria cognomen Allobrogico inditum. Notetur Domitiae familiae peculiaris quaedam et ut clarissima, ita artata numero felicitas. Septem ante hunc nobilissimae simplicitatis iuvenem, Cn. Domitium, fuere, singuli omnes parentibus geniti, sed omnes ad consulatum sacerdotiaque, ad triumphi autem paene omnes pervenerunt insignia.

Traduzione Italiano

[10.1] Potrei proseguire con cose note: la severità dei censori Cassio Longino e Cepione, i quali, 153 anni fa, ordinarono all'augure Emilio Lepido di presentarsi, poiché aveva spese correnti di casa ammontanti a sei mila sesterzi. Oggi se qualcuno possiede una casa che vale tanto, a stento lo si riconosce come senatore: a tal punto la natura si corrompe dal giusto al marcio e dal marcio al vizioso, ma poi dal vizioso al disperato; 2. In quello stesso periodo di tempo, si colloca anche la vittoria dei Domizi sugli Arverni e dei Fabi sugli allobrogi; grazie alla vittoria, a Fabio nipote di Paolo fu dato nome di Allobrogico. Si può osservare che la fortuna della famiglia Domizia fosse particolare e come la fortuna, per quanto rechi fama, sia sempre ristretta nel numero dei suoi beneficiari. Prima di questo giovane di nobilissima semplicità, cioè Gneo Domizio, ve ne furono ben sette, ognuno di loro nato per obbedire, ma tutti pervennero poi al consolato o al sacerdozio, e quasi tutti raggiunsero gli onori del trionfo.