Velleio Historiae Romanae Liber Posterior 3

Versione Latino

Tum P. Scipio Nasica, eius qui optimus vir a senatu iudicatus erat, nepos, eius qui censor porticus in Capitolio fecerat, filius, pronepos autem Cn. Scipionis, celeberrimi viri P. Africani patrui, privatusque et togatus, cum esset consobrinus Ti. Gracchi, patriam cognationi praeferens et quidquid publice salutare non esset, privatim alienum existimans (ob eas virtutes primus omnium absens pontifex maximus factus est), circumdata laevo brachio togae lacinia ex superiore parte Capitolii summis gradibus insistens hortatus est, qui salvam vellent rem publicam, se sequerentur. 2 Tum optimates, senatus atque equestris ordinis pars melior et maior, et intacta perniciosis consiliis plebs inruere in Gracchum stantem in area cum catervis suis et concientem paene totius Italiae frequentiam. Is fugiens decurrensque clivo Capitolino, fragmine subsellii ictus vitam, quam gloriosissime degere potuerat, immatura morte finivit. 3 Hoc initium in urbe Roma civilis sanguinis gladiorumque impunitatis fuit. Inde ius vi obrutum potentiorque habitus prior, discordiaeque civium antea condicionibus sanan solitae ferro diiudicatae bellaque non causis inita, sed prout eorum merces fuit. Quod haut mirum est: 4 non enim ibi consistunt exempla, unde coeperunt, sed quamlibet in tenuem recepta tramitem latissime evagandi sibi viam faciunt, et ubi semel recto deerratum est, in praeceps pervenitur, nec quisquam sibi putat turpe, quod alii fuit fructuosum.

Traduzione Italiano

[3] Allora P. Scipione Nasica, nipote di quello che era stato giudicato dal senato "vir optimus", figlio di quel censore che aveva fatto costruire la "porticus" sul Campidoglio, pronipote, poi, di Cn. Scipione, quel notissimo uomo, zio di P. Africano, uomo stimato e onorato di toga, che era poi cugino di Tiberio Gracco, poiché amava più la patria che la parentela e poiché, in coscienza, stimava assurdo che qualsiasi cosa ci fosse di pubblico non fosse anche sano - d'altra parte, proprio per questo genere di virtù, pure in assenza, tra tutti era stato eletto pontefice massimo - avvoltisi i lembi della toga con il braccio sinistro, salendo in cima alla rampa , fino in cima al Campidoglio, esortò, chi volesse la salvezza della "res publica", di seguirlo. 2. Allora gli ottimati, la parte migliore e più ampia del senato e dell'ordine equestre e tutta quella plebe che non era stata coinvolta in quei propositi nefasti, caricarono contro Gracco, che presidiava quel luogo con le sue folle e che sobillava un seguito che veniva da tutta l'Italia. Egli però, fuggendo e correndo via lungo il "clivus Capitolinus", colpito da una scheggia di sedile, terminò la sua vita, che pure aveva trascorso in modo glorioso, con una morte prematura. 3. Questo fu l'inizio, nella città di Roma, del sangue civile e dell'impunità delle spade. Da quel momento, il diritto fu rovinato dalla violenza, il più forte fu ritenuto il migliore, e le discordie tra i cittadini, che prima si era soliti sanare con i processi, ora si dirimevano con il ferro e le guerre non si cominciavano più dopo espletate le cause giuridiche, ma quelle [cause giuridiche] di quelle [guerre] furono, per così dire, la ricompensa. Non fa certo meraviglia: 4. gli esempi non nascono da sé, da cui siano derivati, ma vengono raccolti da una tradizione che, per quanto piccola, ha larghissimo modo di farsi strada e così, da quando si sbaglia una volta sola, si prosegue poi a capofitto, per cui nessuno pensa più che sia turpe ciò che altri hanno ritenuto fruttuoso.